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Come valutare gli investimenti: tre macro classi di asset 

 November 19, 2020

By  mariogastaldi

Ci sono tre macro classi di asset, o tipi di investimento. Vediamo quali sono e facciamo vari esempi. Tra gli esempi trovi asset tradizionali e alcune criptovalute. In questo modo puoi iniziare a farti un’idea di come orientare i tuoi investimenti.

Le tre macro classi sono:

  1. Capital Assets
  2. Commodities - beni consumabili e trasformabili
  3. Asset Riserva di Valore

Queste macro classi possono essere a loro volta scomposte in sottoclassi. E alcuni tipi di asset, come vedremo, possono rientrare in più di una di queste.

Ciò che mi interessa è che tu abbia consapevolezza dei criteri con i quali determiniamo se una tipologia di investimento rientra in una o nell’altra delle macro classi, in modo da capire le implicazioni che scaturiscono dall'investire in un asset piuttosto che in un altro.

Capital Assets

Un capital asset ha la caratteristica di produrre valore nel tempo. L’esempio più tipico sono i titoli azionari. Con un’azione diventi comproprietario di un’azienda in proporzione alle azioni di cui sei proprietario/a. Come conseguenza partecipi al profitto generato dall’azienda nel tempo. La forma in cui partecipi si chiama dividendo. L’azienda tipicamente distribuisce gli utili agli azionisti come dividendi.

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Un altro esempio di capital asset sono i titoli obbligazionari. Un titolo obbligazionario è un contratto per via del quale l’obbligazionista presta dei soldi all’azienda, o ad uno Stato, o Comune, e in cambio riceve un interesse periodico. Ci sono differenze perché il dividendo è variabile ed incerto. La cedola del titolo obbligazionario è predeterminata e conosciuta al momento della sottoscrizione o dell’acquisto.

Un altro esempio di capital asset sono gli immobili che producono reddito, per esempio da affitto.

Questi tipi di investimento possono essere valutati usando il valore attuale del cash flow. Si calcola il valore attuale del denaro futuro che verrà generato da questi titoli per una valutazione del loro valore oggi, e per decidere se acquistare o meno.

Questo significa anche che, a parità di altre condizioni, il valore dell’investimento si riduce al crescere del tasso di interesse con cui si attualizza il valore futuro delle entrate generate. Peraltro, nel periodo storico in cui ci troviamo, con tassi di interesse vicini a zero, o negativi, il modello del valore attuale del cash flow diventa molto meno efficace per valutare un investimento in un capital asset. Parleremo del metodo del discount cash flow in un altro articolo, per ora mi interessa che fissiamo questi semplici concetti.

Commodities: beni consumabili e trasformabili

Si tratta di asset che hanno la caratteristica di poter essere usati per scopi industriali, o di vario altro tipo. Hanno decisamente un valore economico, ma non generano ritorni nella forma di flussi di cassa futuri come i capital asset di cui abbiamo parlato. Tipico esempio sono le commodities: petrolio, rame, uranio, mais, bestiame. Alcuni sono consumati direttamente, altri vengono trasformati in qualcos’altro. Questi asset non possono essere valutati in termini del valore attuale del flusso di cassa futuro, perché non generano flusso di cassa. La valutazione degli asset che fanno parte di questa macro classe si basa sull’analisi di previsione della domanda e offerta, che dipendono dalla situazione economica nel mondo e nei Paesi produttori.

Asset Riserva di Valore

Questi asset non generano flussi di cassa futuri come i capital asset, né possono essere consumati o riutilizzati. Esempi tipici sono gli oggetti d’arte, o le valute tradizionali. Le cripto meritano un discorso a parte che ti presento più avanti. Un altro esempio tipico, da millenni, è l’oro. Non produce flussi di cassa, e viene consumato in minima parte (nella produzione di gioielleria). Ma da sempre il genere umano attribuisce all’oro un valore economico legato alla sua scarsità e difficolta di produrlo in quantità elevate in tempi stretti. Anche la valutazione degli asset Riserva di Valore dipende da considerazioni macroeconomiche e dai fattori che determinano la domanda e offerta futura dell’asset. Per esempio, in momenti storici in cui le banche centrali iniettano molta liquidità e si prevede alta inflazione, l'oro è molto richiesto come bene rifugio. Il fatto che esista un forte consenso sul fatto che l'oro è relativamente scarso, fa sì che conservi o aumenti il suo valore. 

Sottoclassi di asset

All’interno di queste macro classi si differenziano gli asset, fino a individuare delle sottoclassi. Per esempio, le azioni e le obbligazioni sono due sottoclassi all’interno della macro classe dei capital asset. Le azioni hanno vita teoricamente infinita. Le obbligazioni giungono a termine. Il dividendo dipende dall’andamento degli utili, e potrebbe non essere assegnato. Il rendimento di un titolo obbligazionario è certo e determinato per contratto. Il titolo ha una vita predefinita e limitata.

Alcuni asset possono essere ricondotti a più classi. Per esempio l’argento ha vari utilizzi industriali, ma ha una certa scarsità e quindi gli viene riconosciuto il ruolo di riserva di valore.

Possiamo continuare con gli esempi, ma l’obiettivo di questo articolo è aiutarti a ricondurre gli asset ad una delle tre classi per aiutarti a capire come li devi valutare.

Valutazione degli asset

Dicevo sopra che puoi valutare i capital assets con il metodo dell’attualizzazione del cash flow futuro, e gli asset commodities e riserva di valore con analisi macroeconomiche dei sistemi e dei fattori che determinano la domanda e l’offerta. Dicevamo anche come sia difficile usare il metodo del valore attuale per i capital asset, in un periodo in cui i tassi vanno a zero e meno di zero e non esiste un tasso da usare come riferimento per quel calcolo.

Nel contesto attuale le notizie si diffondono in modo molto rapido. I mercati formano prezzi che dipendono molto dall’interpretazione - normalmente emotiva - delle situazioni da parte della moltitudine di operatori grandi e piccoli retail che agiscono, comprano e vendono in modo impulsivo, dirigendo il prezzo in modo diverso da come le analisi farebbero pensare, o determinando variazioni molto rapide in una direzione o nell’altra. C’è molta volatilità nei mercati.

In queste condizioni le analisi macro e le analisi dei fondamentali sono indispensabili, ma è necessario usare strumenti e framework di analisi tecnica per poter interpretare la dinamica emotiva collettiva che in ultimo determina il prezzo.

In quale macro classe stanno le criptovalute?

Parliamo di Ether, la criptovaluta usata all’interno del network di Ethereum e Bitcoin.

What Ethereum looks like

Ethereum. Foto di Miloslav Hamřík

Capital asset

Bitcoin non si può definire un capital asset perché non genera alcun tipo di flusso futuro di cassa.

Ether può definirsi un capital asset?

Il network Ethereum realizza prodotti e servizi (es. MakerDAO).

Più prodotti, più clienti.

I clienti sono sia le applicazioni costruite su Ethereum, che gli utilizzatori di queste applicazioni. Possedere Ether è come essere azionisti di Ethereum e partecipare ai benefici dell’ecosistema.

Ethereum sta introducendo lo staking di Ether. In semplici parole significa che i detentori di Ether potranno ricevere un rendimento sull’investimento in Ether. L’insieme di queste circostanze ci conduce alla conclusione che Ether rientra nei capital asset.

Commodity

Per poter svolgere qualunque attività nel network di Bitcoin è necessario comprare spazio nella blockchain di Bitcoin. Si tratta di compensi per le transazioni. Lo spazio nella blockchain è una commodity, e Bitcoin è denaro che si utilizza per comprarlo. In questo senso possiamo dire che Bitcoin appartiene a questa classe di asset.

In modo simile puoi usare Ether per "comprare" transazioni all’interno del network di Ethereum. Ether si consuma ogni volta che un asset viene trasferito, un prestito viene generato, una transazione si realizza. Quindi, allo stesso modo possiamo dire che Ether appartiene alla classe dei consumabili, o commodities.

Riserva di Valore

Bitcoin è stato chiamato "oro digital" per la caratteristica intrinseca di essere limitato, ora e nel futuro. Tutti sappiamo che la quantità massima che circolerà di Bitcoin è pari a 21 milioni di Bitcoin. La solidità del network, insieme alla crescente consapevolezza di questa caratteristica di Bitcoin, fa sì che cresca la domanda di chi la considera proprio una riserva di valore.

Ether allo stesso modo svolge il ruolo di riserva di valore.

Con l’introduzione dello staking di Ether, l’emissione futura di Ether si riduce progressivamente.

Inoltre, l’introduzione dell’EIP 1559 farà sì che una percentuale delle fees pagate in Ether per l’utilizzo del network verranno bruciate, riducendo di conseguenza la quantità di Ether in circolazione. Si può dire che l’EIP 1559 è un motore della scarsità di Ether.

C’è da dire che i calcoli sulla quantità di Ether in circolazione sono controversi e la community di Ethereum dà risposte non sempre chiare.

Conclusione

La distinzione degli asset in tre classi, introdotta da Robert Greer, crea un quadro semplice e chiaro, e ci aiuta a ragionare su come collocare e soprattutto come stimare e valutare i diversi tipi di opportunità di investimento.


Risorse

mariogastaldi


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